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Materiali, tecniche, linguaggi, abitudini di vita che hanno conformato lo spazio della città e del territorio riaffiorano ovunque nell’evoluzione storica del Mediterraneo. Eppure gli effetti della globalizzazione e un diverso scenario geopolitico inducono fenomeni di rapida trasformazione del senso dei luoghi e compromettono i delicati equilibri sociali e ambientali. Se è mancata recentemente una riflessione sul Mediterraneo, così come è mancata in passato una storia dell’idea di Mediterraneo, è opportuno oggigiorno individuare nuovi modelli di lettura che si discostano da quelli “continentali” attualmente impiegati per descrivere il paesaggio nella sua genericità. Attraverso lo studio del caso pescarese e la comparazione con altri casi presenti nel Mediterraneo, la Biennale del Paesaggio Mediterraneo ha rappresentata una opportunità per riconoscere le peculiarità dei modelli locali e definire nuove e alternative modalità di interpretazione e di lettura. L’evento, concepito a metà tra un convegno di studi e un festival sul paesaggio mediterraneo, ha compreso di attività di studio e ricerca (convegno, laboratori, forum) e una serie di iniziative collaterali (proiezioni, mostre, visita guidata) a cui hanno partecipato numerosi studenti, docenti, professionisti ed esperti del settore provenienti dall’Italia e da diversi paesi del bacino mediterraneo. |