A distanza di vent'anni dall'apertura politica e culturale del Portogallo si rivelano, all'ombra della figura dominante di Álvaro Siza, nuove personalità emergenti che hanno strutturato già un proprio percorso autonomo. Per la prima volta in Italia sono state presentate le opere di tre tra i maggiori interpreti dell'architettura contemporanea portoghese.

Alcuni aspetti che caratterizzano le opere esposte, come l'attenzione per gli aspetti "deboli" del contesto fisico e culturale, il recupero della soggettività nell'interpretazione della realtà, la coscienza (esistenzialista) del progetto come esperienza umana, sono ormai divenuti dominio comune in tutto il Paese e costituiscono il bagaglio di esperienze che la cultura contemporanea portoghese offre attraverso i punti di vista di Byrne, Carrilho da Graça, Suoto de Moura le cui opere vengono appositamente analizzate nell'esposizione.