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Sottoposte alle ondate di modernizzazione, le città hanno vissuto un crescente processo di destrutturazione che ha investito indifferentemente centri e periferie, dando luogo a spazi di scarto, a paesaggi disorganici, a luoghi disorientanti e socialmente marginali. Ma il disordine urbano è solo apparentemente un fenomeno caotico: più spesso è il risultato di progetti indifferenti al luogo coincidenti a "non scelte" urbanistiche, di regole non espresse dettate dai soggetti decisionali "forti" (pubblici e privati) che tuttavia incidono fisicamente sul territorio depositando oggetti (infrastrutture, attività produttive, investimenti immobiliari) per lo più in evidente conflitto formale. Alla complessità delle condizioni istituzionali e all'intricato sistema di normative le amministrazioni più avvedute hanno risposto con una maggiore diversificazione della strumentazione urbanistica (pianificazione strategica, concertazione degli operatori) ma sono ricorse anche all'architettura in grado di prefigurare la riqualificazione ambientale di intere aree urbane abbandonate. Analisi della struttura dei piani, progetto delle forma della città, recupero di aree dismesse, qualità del disegno dello spazio pubblico e degli edifici istituzionali: dal principale promotore dell'esperienza di Barcellona un dibattito sul rapporto piano/progetto che riconduce alla dimensione della politica urbana e del progetto architettonico le responsabilità delle qualità del paesaggio della città e del territorio. Tema del workshop: l'area di nei pressi di Montecity a Milano sud, interessata da recenti progetti urbanistici. |
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