ONella tradizione urbanistica europea si è spesso avvicinato il livello qualitativo delle città alle caratteristiche delle architetture e dei suoi spazi aperti, considerati non solo spazi di risulta tra edifici ma luoghi rappresentativi della vita civile e istituzionale. Strade, piazze, giardini pubblici, slarghi, passeggiate, parchi, belvedere che costituiscono l'attuale immagine delle città sono in realtà il risultato di un attento progetto che, con una certa coerenza e continuità, rappresentava gusti e stili delle élite locali succedutesi nel tempo. Oggigiorno gli spazi aperti sono sottoposti alle regole del commercio globale e della pubblicità che uniformano attraverso la segnaletica, il design e i materiali di "arredo urbano", prodotti in serie, i luoghi delle città.

Si vuole fornire una risposta progettuale coerente al disegno dello spazio pubblico che vive oggi una crisi di identità dovuta alla sua stessa natura: dalla categoria di "pubblico" nell'era dell'individualismo, della diversa gerarchia tra centro e periferia nella città diffusa, del disorientamento prodotto dai "non luoghi" antropologici; una crisi a cui spesso architetti ed artisti vorrebbero porre rimedio attraverso la ricostruzione del senso e/o la qualità dei materiali e del disegno. Tra di essi l'architetto viennese è sicuramente una delle personalità più rappresentative. Il workshop si è concentrato sulla realizzazione di una serie di spazi pubblici del quartiere periferico di Rogoredo nell'area meridionale di Milano.