La caduta dei confini avvenuta negli anni ‘90 ha segnato una svolta significativa nella storia dei paesi mitteleuropei: sulla base di nuovi possibili scambi di merci e persone si è ricostruita una dimensione geografica, culturale e professionale rimasta interrotta per più di cinquant’anni.
Un viaggio di cinque giorni alla scoperta di una regione che, seppur marginale, ha sviluppato diverse specificità locali che la rendono una realtà architettonica particolarmente vivace. Attraverso lezioni e incontri con gli architetti locali, visite guidate ai cantieri e alle opere, si sono visitate le principali testimonianze architettoniche nella mitteleuropea. Da Lubiana, che riunisce opere di JoSe Plecnik e di giovani architetti cresciuti nell’ambito delle attività della Galleria Dessa, disegnata da Boris Podrecca, alla scuola di Graz, che ha saputo mantenere vive le radici dell’architettura high-tech degli anni ‘60, a Zagabria, dove operano professionisti legati alle più interessanti avanguardie europee. L'itinerario ha compreso inoltre alcune architetture contemporanee a Klagenfurt e Villach, nella regione della Carinzia. Le visite sono state commentate da architetti locali e da Antonio Angelillo, che ne ha curato il programma.