INTENTI DEL PROGETTO


Si richiede una puntuale riqualificazione religiosa ma anche, in relazione all’immediato intorno, sociale e urbanistica, oltre che propriamente culturale, perché solo l’immissione d’una nuova vita e di ben calibrate, plurime funzioni può garantire il monumento da rinnovati rischi di degrado.

Un settore delicato e di grande potenzialità è quello archeologico; da specifiche indagini e da recenti scavi sono emersi risultati di grande novità e di sicuro interesse non solo circa le questioni storico-artistiche e architettoniche ma anche riguardo alla storia politica, urbana e socio-economica della città antica. Molto importante è anche la fase barocca, oggi largamente compromessa ma presente, in modo diverso, nell’aula, nel presbiterio ed in altri notevoli locali adiacenti al corpo della chiesa (cappelle, sagrestia ecc.).

Si precisano alcuni enunciati teorici utili ad una corretta progettazione a fini di conservazione e valorizzazione. Onde non trascurare i fondamentali criteri di metodo, da tempo acquisiti al campo della tutela e del restauro del patrimonio culturale, va ribadito:

1) che i problemi funzionali e gli altri problemi pratici, pur importanti, sono ‘mezzo’ e non ‘fine’ dell’intervento; fine che s’identifica nella migliore trasmissione al futuro di un’eredità storico-artistica, per definizione, unica e irripetibile;

2) che criterio guida sia sempre il ‘minimo intervento’ e che tutto quanto si fa o si propone trovi, prima, giustificazioni culturali/conservative e, solo in via subordinata, d’altro genere. Si tratta quindi, attraverso un accorto progetto, di ‘massimizzare’ l’efficacia e ‘minimizzare’ il peso d’ogni intervento, perseguendone la qualità e l’appropriatezza;

3) che si riservi la medesima cura tanto alle preesistenze più nobili e grandiose, quanto a quelle minori e più povere, tutte ugualmente riconoscibili come ‘monumenti’ e ‘beni culturali’ a pieno titolo in quanto “testimonianze materiali aventi valore di civiltà”;

4) che il restauro, trattando di testimonianze storiche, artistiche e di cultura materiale ‘autentiche’, si apparenta, per criteri e metodi, alla filologia e all’edizione critica dei testi; che quindi è da bandire ogni tentazione di ripristino o di falsificazione in stile, avendo ben chiaro che si tratta di lavorare non su certezze storiche ma, al massimo, su buone ‘ipotesi critiche’;

5) che, per tale carattere d’ipoteticità, le indispensabili aggiunte mostrino sempre d’essere moderne, con una loro efficace attualità espressiva, sì che il nuovo ed il vecchio siano realmente tali e non contraffatti;

6) che le eventuali opere di anastilosi o di reintegrazione di membrature architettoniche e decorative si distinguano, a vista (per alcuni ben codificati e garbati accorgimenti, mutuati anch’essi concettualmente dalla filologia) dalle parti originali indisturbate.

In conclusione ciò che si chiede è di giungere a definire modalità di restauro del monumento che ne rispettino l’odierna duplice funzione, archeologica e di culto, propriamente di Chiesa cattedrale; valorizzino la cornice storico-artistica e paesaggistica in cui è inserito; individuino percorsi d’accesso e di visita congruenti con le valenze storiche del sito.

L’intento è di restituire il monumento alla sua storia ed alla città, rendendolo comprensibile e fruibile, incrementandone la conoscenza e agendo sulla sua conformazione e presentazione, tanto interna quanto esterna. Ciò per mezzo di un’attenta opera di restauro e di un accorto ripensamento degli spazi, dei livelli e degli accessi. Particolare cura dovrà essere riservata alle questioni di adeguamento liturgico ed alla conseguente riproposizione, ove possibile per via di restauro, degli arredi sacri; agli accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche e per la piena fruizione, in sicurezza, del monumento; ai temi dell’innervamento impiantistico; inoltre alle relazioni ed alle modalità di collegamento del monumento stesso con gli ambienti edificati circostanti e sottostanti e con l’intorno urbano ed archeologico su cui esso insiste.

Giovanni Carbonara