Architettura portoghese:

Opere recenti di Gonçalo Byrne, João Luís Carrilho da Graça, Eduardo Souto de Moura

Catalogo della mostra Giancarclo Politi Editore
Collana: Trevi Flash Art Museum
formato 22×24,
56 pagine,
89 disegni,
31 fotografie in bianco e nero
L. 20.000

   

Indice delle opere:

Gonçalo Sousa Byrne:
Edificio amministrativo e centro di assistenza nautica a Marina di Lagos
Agenzia bancaria di Arrailos
Rettorato dell'Università di Aveiro
Dipartimento di ingegneria informatica Polo II dell'Università di Coimbra
Club nautico, complessoturistico e centro di ricerche "Cais do Carvão" a Funchal

João Luís Carrihlo da Graça:
Piscina comunale di Campo Major
Scuola Superiore di Comunicazione di Lisbona
Albergo nel monastero di santa Maria de Flor da Rosa
Il museo dei ruderi di San Paolo a Macao
Scula turistico-alberghiera di Algarve nel Convento di san Francesco a Faro
Padiglione di scienze marine Expo'98 Lisbona

Eduardo Souto De Moura:
Centro culturale S.E.C. a Porto
Casa 1 a Nevogilde (Porto)
Albergo a Salisburgo
Casa ad Alcanena
Casa a Braga
Casa a Baião
Dipartimento di geologia dell'Università di Aveiro
Torre per uffici e centro commerciale a Porto


Prefazione dal Catalogo

Per molti anni isolata dal dibattito internazionale del movimento moderno e svilita politicamente dal regime, l'architettura portoghese, a partire dalla metà degli anni '70, è riuscita non solo a recuperare rapidamente un proprio ruolo istituzionale all'interno della società civile ma ad individuare e sviluppare in modo originale alcune tematiche presenti nel dibattito internazionale. A distanza di quasi vent'anni dalle esperienze delle SAAL (1) si può riconoscere un gruppo nutrito e compatto di architetti che, sebbene influenzati o formatisi sotto la personalità predominante di Alvaro Siza (ampiamente celebrato all'estero) appare articolata ed autonoma nel perseguimento di una ricerca di obiettivi disciplinari comuni. Ma se si volesse tracciare brevemente l'origine di una "coscienza regionale" che pervade l'architettura portoghese non si possono tralasciare gli aspetti che hanno segnato la storia culturale di un paese tradizionalmente dal carattere introverso ed isolato (vuoi per limiti politici e geografici, vuoi per i modelli sociali) che concentra la propria attività culturale in due poli geografici contrapposti.
A Nord, la città di Porto costudisce una piccola ma attivissima università di architettura, che, sostenuta dal suo direttore Fernando Tavora, ha avuto modo di sviluppare tra gli anni '50 e gli anni '70, in modo autonomo ed indipendente, una critica originale sul movimento moderno in Portogallo creando, in tal modo, tra il corpo docenti un senso compatto di "scuola".

Nella capitale, a Lisbona, la vicinanza al potere politico, se ha dato modo di creare una struttura professionale capace di dominare la grande scala degli interventi pubblici, ha contemporaneamente limitato la necessaria capacità critica, creando un senso di vulnerabilità nei confronti delle teorie provenienti da altri centri di produzione culturale: fenomeno che pervade tuttora la vita accademica e professionale. In tale condizione il dibattito aggiornato a livello internazionale avveniva tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 solo in pochi studi di architettura tra i quali, quello di Nuno Teutonio Pereira - che si concentrava sul tema architettura e città - fece crescere personalità come Nuno Portas e Gonçalo Byrne, che si possono considerare come le figure orientative del dibattito attuale sulla pianificazione e sul disegno urbano in Portogallo.

Ma qual è l'origine degli aspetti più visibili dei caratteri comuni dell'architettura prodotta oggi in Portogallo? Da cosa deriva la riduzione linguistica, il minimalismo, l'uso discreto ed essenziale dei materiali locali, l'adattamento formale all'ambiente costruito o naturale, l'articolazione delle piante su base prospettica che sono gli elementi dominanti la composizione architettonica in Portogallo?

Sicuramente la figura di Alvaro Siza ha giocato un ruolo decisivo nell'interpretazione regionale della critica ai Ciam (2) aprendo con le sue opere nuove prospettive disciplinari. Ma non si deve dimenticare che attorno a lui esiste una scuola di Belle Arti - strutturata ancora nella sintesi delle arti ed in cui il disegno come interpretazione della realtà è pratica didattica dominante - e delle condizioni professionali che gli hanno permesso di sperimentare - attraverso i primi piccoli lavori per la borghesia illuminata del Nord - discutere e precisare una serie di temi che hanno raggiunto il livello internazionale, rendendolo poi un riferimento importante nell'architettura contemporanea. I risultati dell'inchiesta sull'architettura popolare (3) influenzarono l'intero sviluppo dell'architettura contemporanea, ma quella di Siza è stata una interpretazione personale aggiornata ed essenziale che lo ha portato sia recuperare le tradizioni costruttive regionali e a tradurre ed adattare in termini locali l'"Umanesimo integrale" scandinavo e successivamente il rigore formale di Adolf Loos.

L'interpretazione linguistica delle opere del movimento moderno sganciata dalle matrici ideologiche è ormai una pratica (formalista?) consueta degli autori di Porto e rappresenta uno dei limiti della scuola che attraversa un periodo di stasi e di difficoltà dovuto alle nuove formule didattiche e forse alla mancanza di un dibattito focalizzato su temi specifici. Ma alcuni aspetti maturati nelle esperienze a Porto, come l'attenzione per gli aspetti "deboli" del contesto fisico e culturale, il recupero della soggettività nell'interpretazione della realtà, la coscienza (di matrice esistenzialista) del progetto come esperienza umana, sono ormai divenute di dominio comune in tutto il paese e costituiscono il bagaglio di esperienze che la cultura architettonica contemporanea del Portogallo offre attraverso i suoi autori più rappresentativi.



NOTE
(1)
Organizzazione nata dopo la rivoluzione del 25 di aprile che comprendeva architetti ed inquilini per la costruzione di alloggi popolari.

(2)
Organismo ufficiale degli architetti del movimento moderno.

(3)
Ricerca sull'architettura portoghese pubblicata nel 1961 dall'Associazione degli Architetti Portoghesi con il titolo "Arquitectura Popular em Portugal" che vide la partecipazione di numerosi professori e studenti delle università di Porto e Lisbona.