"La Idea Construida"
Accademia di Spagna
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Facoltà di Architettura Dipartimento di Caratteri degli Edifici e dell'Ambiente
Edizioni Kappa
formato 21×24
31 pagine
13 disegni
16 fotografie in bianco e nero
L. 20.000
   
Opere
Editorial MUNILLA-LERIA
Collecion arquitectura espoñola contemporanea
271 pagine
224 disegni
222 foto in bianco e nero
L. 60.000
 
Prefazione dal catalogo "La idea Construida"
Con Alberto Campo Baeza entriamo in un'area oggi poco abitata e frequentata, quella di un'architettura che si muove nel solco della grande disciplina architettonica e della meditazione sulla tradizione e sulle opere dei maestri. Un'architettura fuori del tumultuoso passaggio delle tendenze e dei linguaggi più effimeri. Soprattutto in Italia e in questo momento , in cui anche la mancanza di prospettive concrete per gli architetti spinge i giovani ad evadere accettando contesti differenti, mi sembra che la riflessione sull'opera di questo maestro possa aiutare. Aiutare a tornare a vedere l'architettura come bella e difficile conquista di un'idea che si fa costruzione, come messaggio consapevole di espressività e di poesia.
In queste poche righe voglio ricordare almeno due elementi primari di quest'architettura: la luce e il muro. Campo Baeza usa la luce come materiale fondamentale della modellazione dello spazio. La sua è un'architettura che parte soprattutto dallo spazio interno che, con operazioni di svuotamento e di bucature, va a conquistare la luce e lo spazio esterno in successivi rimandi. Lo studio della sezione diventa uno degli strumenti più importanti dell'indagine e della progettazione.
Quella di Campo Baeza è
un'architettura dove la scatola muraria continua ad avere la sua forza e la
sua pesantezza, ma dove la plastica del trattamento mostra la profondità
del muro, scavandolo alla ricerca della luce e della continuità spaziale.
E` quindi una ricerca di leggerezza del materiale quanto al trattamento plastico
e luministico estraniante del muro stesso. E` una ricerca di astrazione che
rimanda di più alla tradizione metafisica dei volumi plastici sotto la
luce che all'astrazione del segno grafico e del colore.E` anche una ricerca
molto in sintonia con una mediterraneità che noi italiani troviamo nella
scuola che va da Terragni a Libera.
Valter Bordini
Direttore Dip.to di Caratteri degli Edifici e dell'Ambiente - Università
degli studi di Roma "La Sapienza" - Roma, 1996