Paesaggi di architettura
Infrastrutture, territorio, progetto
Skira Editore
a cura di Pierluigi Salvadeo
formato 28×28,
95 pagine,
44 fotografie in bianco e nero,
74 disegni
Scritti
Raffaello Cecchi e Vincenza
Lima
Eduard Bru
Pierluigi Nicolin
Pierre-Alain Croset
Antonio Angelillo
Maria Rosa Vittadini
Silvano Bassetti
Giorgio Pasquali
Progetti
Lorenzo Consalez, Milano
Giovanni Di Domenico, Napoli
Alessandro Massarente, Ferrara
Vincenzo Melluso, Palermo
Margarethe Müller, Graz
Lorenzo Netti, Bari
Hrvoje Njiric, Zagabria
Helena Njiric, Zagabria
Fabbrizio Paone, Venezia
Marcel Pesleux, Bruxelles
Santiago Quesada, Siviglia
Antonio Ravalli, Ferrara
Ignacio Rubiño, Siviglia
Pierluigi Salvadeo, Milano
Andrea Sciolari, Roma
Mario Seccia, Roma
Roberto Serino, Benevento
Marcello Sestino, Reggio Calabria
Andrea Vass, Vienna
Prefazione del libro "Paesaggi di architettura: Infrastrutture, territorio, progetto"
L'arco alpino costituisce
un ambiente montuoso particolare, lungo 1200 chilometri, abitato da oltre nove
milioni di persone condizionate da vincoli orografici, idrografici, d'altitudine
e di clima. Le Alpi costituiscono per l'Europa una risorsa unica ed eccezionale,
con i loro ultimi grandi ambienti naturali non ancora degradati, con alcune
forme di economia e di cultura tradizionali, con le loro preziose riserve idriche
e i loro paesaggi.
Lo sfruttamento intensivo delle risorse alpine rischia però di declassare
questa preziosa risorsa di natura, che per mantenersi tale necessita invece
di un'utilizzazione ecologica programmata. La diffusa consapevolezza della situazione
appare perciò come una condizione imprescindibile per una equilibrata
politica del territorio. Data la portata del problema , dal punto di vista della
politica ambientale appare indispensabile guardare in maniera unitaria l'ecosistema
alpino; dal punto di vista scientifico, la tendenza all'estrema specializzazione
ha determinato il diffondersi di una quantità di studi settoriali per
cui scarse risultano le ricerche tendenti a rappresentare nel suo complesso
l'ambiente alpino e in grado di fornire una compresione globale di esso, fatto
irrinunciabile per la politica ambientale.
E' verso la metà del secolo scorso che
le Alpi raggiungono la massima densità demografica, mentre sucessivamente
si affremano l'industrializzazione e il turismo: le Alpi vengono interessate
all'apertura delle grandi via di trafico e le località più suggestive
sono progressivamente coinvolte nei problemi legati a viabilità, parcheggi,
inquinamento, che raggiungono livelli "metropolitani" dopo l'esplosione del
turismo di massa estivo negli anni cinquanta e di quello invernale ad alta quota
degli anni sessanta.
Nel breve volgere di pochi decenni, quindi, nella stragrande maggioranza delle
nostre località rurali acquista importanza l'attività terziaria
centrata sul turismo di massa, con tutte le implicazioni di aumento della mobilità
che l'hanno accompagnata. Il nostro ambiente naturale, pur fortemente antropizzato,
ha potuto sinora potuto coinvivere con tale crescita senza danni eccessivi.
E' chiaro però che il concetto di sviluppo compatibile con l'ambiente
deve cominciare a entrare nella mentalità comune quale elemento culturale
ancor prima che politico. Da queste brevi considerazioni deriva l'appoggio della
Giunta della Provincia Autonoma di Bolzano all'iniziativa del seminario internazionale.
L'esperienza si è collocata in una dimensione europea, fatto che sottolinea
come il patrimonio ecologico, paesaggistico e culturale dell'ambiente alpino
vada oltre i confini della nostra provincia. Docenti provienienti da diversi
paesi hanno lavorato con i propri studenti, che da questa esperienza mi auguro
abbiano sviluppato maggiore entusiasmo e interesse alle problematiche dell'ambiente
alpino, potendo lavorare su tematiche fortemente agganciate alla realtà
ma con una libertà progettuale che ha comunque consentito di trovare
coincidenze fra interesse politico e culturale.
Michele Di Puppo
Vicepresidente della Giunta Provincile
Assessore ai Trasporti della Provincia Autonoma di Bolzano